
Sono stati appena rinnovate le modalità di accesso al credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica per il triennio 2026 – 2028 inserendo nuovi soggetti beneficiari. Si tratta di un incentivo allettante per tutte le imprese che effettuano investimento nelle aree del centro-sud Italia.
La ZES Unica (Zona Economica Speciale) è una maxi-area agevolata che, dal 1° gennaio 2024, ha unificato le otto precedenti zone economiche del Sud Italia in un unico territorio amministrativo. Questa misura comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
L’obiettivo è semplificare la burocrazia e stimolare la crescita economica attraverso un potente Credito d’Imposta destinato alle aziende che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, come macchinari, impianti e magazzini automatici. A differenza del passato, non esistono più delimitazioni comunali specifiche: l’intero territorio regionale delle aree indicate è ora eleggibile per le agevolazioni, rendendo l’accesso ai fondi molto più inclusivo per le imprese logistiche e produttive.
Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica o dal regime contabile adottato, già operative o che si insedieranno nella ZES unica, in relazione all’acquisizione dei beni strumentali destinati, prevalentemente a strutture produttive delle regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
La legge di Bilancio 2025 ha ampliato i soggetti beneficiari includendo Marche e Umbria.
Possono usufruire dell’agevolazione gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale, relativo all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie, destinate a strutture produttive già esistenti o che verranno impiantate nelle zone di competenza della ZES.
Il concetto di investimento iniziale contempla cinque differenti accezioni:
a) la realizzazione di un nuovo stabilimento: per “realizzazione di un nuovo stabilimento” può intendersi, la creazione ex novo anche di una nuova unità di produzione;
b) l’ampliamento di uno stabilimento già esistente: l’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente” può essere inteso come l’intervento su una struttura esistente all’interno del territorio ammissibile al credito d’imposta, finalizzato a consentire la produzione di un volume maggiore di almeno uno dei prodotti già fabbricati nello stabilimento, senza con ciò modificarne sostanzialmente il processo produttivo complesso;
c) la diversificazione della produzione: la “diversificazione della produzione di uno stabilimento”, finalizzata ad ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente nello stabilimento, è soddisfatta a condizione che tali prodotti non siano stati fabbricati nello stabilimento prima del progetto di investimento;
d) il cambiamento fondamentale/la trasformazione radicale del processo produttivo complessivo: la “trasformazione radicale del processo produttivo complessivo” è stata identificata, dalla Commissione europea, con l’attuazione di una fondamentale innovazione di processo. La semplice sostituzione di singoli beni, senza l’apporto di un cambiamento fondamentale al processo di produzione complessivo, costituisce un investimento di sostituzione; pertanto, non potrebbe essere ammesso al credito. Anche la sostituzione di singoli elementi di attrezzature con altri più performanti (a meno che ciò non porti ad un cambiamento fondamentale nel processo produttivo complessivo) potrebbe essere considerata un investimento di sostituzione non ammissibile, poiché l’eventuale modifica apportata nella produzione dovrebbe avere un impatto significativo sul processo di produzione complessivo e non limitarsi a un miglioramento puntuale, pertinente solo per una parte minore del processo di produzione. Relativamente a questa definizione di investimento iniziale, la Commissione europea impone che per gli investimenti delle grandi imprese i costi ammissibili al loro investimento devono superare l’ammortamento degli attivi relativi all’attività da modernizzare nei tre esercizi finanziari precedenti
e) l’acquisizione degli attivi di uno stabilimento che sarebbe stato chiuso: la nozione di “acquisto di attivi appartenenti ad uno stabilimento chiuso” merita un’attenta precisazione. La norma istitutiva del credito di imposta esclude da principio questa possibilità per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, specificando che devono essere nuovi.
La Legge di Bilancio 2025 ha segnato un punto di svolta fondamentale per la pianificazione industriale, confermando la strategicità della ZES Unica. Il governo ha rinnovato il sostegno agli investimenti nel Mezzogiorno, stanziando nuove risorse e delineando una prospettiva di stabilità per il triennio 2026-2028 (in linea con le scadenze del PNRR al 2026).
Questa proroga è cruciale per le PMI e le grandi imprese: permette di pianificare l’acquisto di sistemi complessi, come i magazzini verticali, con la certezza di poter contare su agevolazioni fiscali anche per i progetti avviati nell’anno in corso e in quelli successivi. La manovra mira a garantire continuità allo strumento del credito d’imposta, evitando i “stop-and-go” normativi e favorendo la modernizzazione strutturale delle imprese del Sud.
La norma pone anche una soglia e un tetto al costo complessivo dei beni agevolati che va da 200.000 euro a 100 milioni di euro, per ciascun progetto di investimento, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa beneficiaria.
Il credito d’i posta è così determinato:
Per accedere al credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare una richiesta all’Agenzia delle entrate, indicando l’ammontare delle spese ammissibili sostenute e quelle che prevedono di sostenere.
lI modello di comunicazione, con le relative istruzioni, dovrà essere approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, che dovrà stabilire anche el modalità di presentazione.
I magazzini verticali sono beni che rientrano nel piano di investimenti della ZES Unica. Chiunque sia interessato all’acquisto di uno o più magazzini verticali può trovare in Incaricotech un valido aiuto per l’accesso al credito, da un punto di vista procedurale e formale.
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