Nell’ambito della gestione del magazzino e dell’intralogistica, la scelta della strategia di stoccaggio e prelievo non è mai casuale, ma risponde a precise esigenze di spazio, natura della merce e obiettivi finanziari. Se per i prodotti deperibili il FEFO è la regola aurea, per altre tipologie di merci e configurazioni di magazzino il Metodo LIFO (Last In, First Out) rappresenta una soluzione strategica volta a massimizzare la densità di stoccaggio e semplificare le operazioni di movimentazione.
L’acronimo LIFO sta per “Last In, First Out”, che tradotto letteralmente significa “L’ultimo ad entrare è il primo ad uscire”. Si tratta di una metodologia di gestione delle scorte (inventory management) diametralmente opposta al FIFO. In un sistema governato dal LIFO, l’ultima unità di carico (UDC) stoccata in magazzino acquisisce la priorità di uscita massima. Di conseguenza, la merce arrivata per prima rimane stoccata più a lungo, potenzialmente sul fondo dello scaffale o della pila.
Per visualizzare il concetto, si pensi al funzionamento di una pila di piatti o al caricamento di un camion: l’ultimo oggetto posizionato è il primo che deve essere rimosso per accedere a quelli sottostanti. Nella logistica industriale, questo approccio è tipico dei sistemi di stoccaggio “ad accumulo” o ad alta densità, dove l’accessibilità diretta a tutte le unità di carico non è garantita o non è necessaria.
Applicare il LIFO significa accettare che la rotazione fisica delle scorte non segua l’ordine cronologico di arrivo. Questo rende il metodo estremamente efficace per merci non deperibili, ma potenzialmente disastroso se applicato per errore a prodotti con scadenza. È quindi una scelta che richiede una valutazione attenta delle caratteristiche del prodotto e, soprattutto, un sistema di gestione (WMS) capace di tracciare con precisione l’anzianità dello stock “dormiente” per evitare che diventi obsoleto.
Sebbene il LIFO possa sembrare controintuitivo rispetto alla “freschezza” del prodotto, offre vantaggi operativi e finanziari innegabili in specifici contesti logistici. Ecco perché molte aziende, supportate da tecnologie adeguate, scelgono questa strada.
Il vantaggio principale del LIFO è la capacità di sfruttare al massimo la volumetria del magazzino. Poiché non è necessario creare corridoi per accedere al “retro” dello scaffale (come avverrebbe per garantire il flusso FIFO in scaffalature tradizionali), è possibile utilizzare sistemi di stoccaggio compatti. Soluzioni come le scaffalature Drive-in, Push-back o lo stoccaggio a catasta libera permettono di eliminare i corridoi di prelievo, aumentando drasticamente la capacità di stoccaggio per metro quadro.
Quando la merce viene stoccata e prelevata dallo stesso lato del corridoio (o dallo stesso punto di accesso), i percorsi dei carrellisti o dei trasloelevatori si riducono. L’operatore deposita la merce all’ingresso della corsia e preleva sempre dall’ingresso della corsia. Questo riduce i tempi di percorrenza (travel time), aumentando la produttività oraria nelle fasi di carico e scarico, specialmente per merci ad alta rotazione che non richiedono selezione specifica del lotto.
Per aziende che trattano grandi volumi di prodotti identici e non deperibili (ad esempio pallet interi di un unico codice articolo), il LIFO semplifica le operazioni. Non occorre andare a cercare il pallet più vecchio in fondo al magazzino se il pallet più nuovo, che si trova davanti, è identico e funzionale alla vendita.
Esiste anche un vantaggio amministrativo, noto come “LIFO contabile”. In periodi di inflazione e aumento dei prezzi delle materie prime, valutare il magazzino al costo dei prodotti più vecchi (che costavano meno) e scaricare a costo (venduto) i prodotti più recenti (che costano di più) può ridurre l’utile imponibile nel breve termine, offrendo vantaggi fiscali. Tuttavia, questa è una strategia finanziaria che deve essere allineata con la gestione fisica tramite il WMS.
Il LIFO non è per tutti. La sua applicazione è strettamente legata alla natura merceologica dei prodotti trattati. Ecco i settori dove il metodo Last In, First Out trova la sua applicazione ideale.
È il settore classico per il LIFO. Materiali come mattoni, piastrelle di ceramica, sacchi di cemento, sabbia o ghiaia non hanno una data di scadenza (o ne hanno una molto lunga) e spesso vengono stoccati in pile o cataste. Prelevare l’ultimo pallet appoggiato sopra gli altri è l’unica operazione fisicamente possibile e sensata.
Lamiere, profilati metallici, bobine di acciaio e componentistica hardware pesante (viteria, bulloneria standard) sono perfetti candidati per il LIFO. Questi materiali non subiscono deterioramento nel breve-medio periodo. Un’azienda che produce componenti meccanici può stoccare le materie prime in magazzini intensivi e prelevare l’ultima barra d’acciaio arrivata per alimentare la produzione senza problemi di qualità.
Carbone, cereali (se gestiti in silos specifici dove il prelievo avviene dall’alto, anche se raro), o prodotti chimici inerti stoccati in grandi quantità. In questi casi, la miscelazione dei lotti è spesso tollerata e l’accesso all’ultimo prodotto versato è il più immediato.
Nel caso di prodotti che non passano mai di moda e non scadono (es. accessori per la casa in plastica, articoli di cartoleria standard), il LIFO può essere utilizzato per velocizzare il riassortimento delle aree di picking, prelevando le scorte tampone più accessibili.
La scelta tra LIFO, FIFO e FEFO determina l’architettura stessa del magazzino e dei processi aziendali. Comprendere le differenze è cruciale per evitare errori costosi come l’obsolescenza non pianificata.
La differenza fondamentale risiede nella rotazione dello stock. Il FIFO garantisce che la merce non invecchi mai troppo in magazzino, poiché il primo pezzo entrato è il primo ad uscire. Il LIFO, al contrario, espone al rischio che la merce sul fondo (“il primo entrato”) rimanga lì per anni se il magazzino non viene mai svuotato completamente. Mentre il FIFO richiede scaffalature a gravità o corridoi doppi (uno per il carico, uno per lo scarico), il LIFO permette l’uso di scaffalature mono-fronte (Drive-in), ottimizzando lo spazio a discapito della rotazione.
Con il FEFO (First Expired, First Out) il criterio decisivo non è la data di ingresso, ma la data di scadenza. È il metodo da adottare per alimentare, farmaceutico, cosmetico e in generale per tutti i prodotti con shelf life limitata. Il LIFO ignora questo parametro e deve essere applicato dove la data di scadenza è irrilevante o inesistente. In sintesi: se il prodotto scade, si usa il FEFO. Se il prodotto invecchia tecnologicamente o passa di moda, si usa il FIFO. Se il prodotto è eterno, omogeneo e lo spazio costa molto, si usa il LIFO.
Gestire il metodo LIFO potrebbe sembrare semplice (“prendo quello che ho davanti”), ma in una logistica moderna, la semplicità apparente nasconde insidie. Senza un tracciamento digitale, si rischia di perdere completamente la visibilità sulle giacenze storiche, ritrovandosi con merce invendibile o “fantasma” sul fondo del magazzino dopo anni.
L’adozione di un WMS (Warehouse Management System) evoluto e di soluzioni di automazione, come i sistemi proposti da Incaricotech, è essenziale per governare il LIFO in modo intelligente e sicuro.
Anche in regime LIFO, il WMS continua a tracciare la data di ingresso di ogni singolo lotto. Questo è fondamentale per due motivi. Primo, per la valorizzazione fiscale delle scorte (sapere esattamente quanto vale la merce vecchia ferma a magazzino). Secondo, per poter lanciare allarmi di “invecchiamento eccessivo”. Un buon WMS può essere configurato per operare in LIFO normalmente, ma forzare una missione di prelievo FIFO se un lotto sta diventando troppo vecchio, prevenendo il deterioramento anche di merci resistenti.
I Magazzini Verticali Automatici (VLM) di Incaricotech offrono una flessibilità unica rispetto alle scaffalature tradizionali. Mentre un rack Drive-in è strutturalmente vincolato al LIFO, un magazzino verticale è gestito dal software. Questo significa che l’azienda può decidere, tramite un semplice cambio di parametro nel WMS, di gestire un cassetto in LIFO (per velocizzare i prelievi di un articolo ad alta rotazione appena versato) e un altro cassetto in FIFO o FEFO.
L’automazione permette di svincolare la logica di gestione dalla struttura fisica. Il magazzino verticale porta alla baia l’articolo richiesto dall’algoritmo. Se l’algoritmo è impostato su LIFO, la macchina presenterà l’ultimo articolo versato. Questa capacità di “cambiare metodo” in base alle esigenze stagionali o di prodotto è il vero vantaggio competitivo di una logistica digitalizzata.
In conclusione, il metodo LIFO è una strategia potente per la compressione degli spazi e l’efficienza di movimentazione nel settore dei beni non deperibili. Tuttavia, per essere applicato senza rischi, richiede una supervisione informatica rigorosa. Le soluzioni software e hardware di Incaricotech permettono di sfruttare i vantaggi di densità del LIFO senza perdere il controllo sulla tracciabilità e sull’anzianità dello stock, garantendo un magazzino sempre efficiente e monitorato.


